Un’automazione
“intelligente”
è possibile?
Gentile lettore,
Spesso con intelligenza umana si intende la capacità di risolvere
problemi non strutturati. In tal senso, gli impianti «intelligenti»
sono per il momento ancora lungi dall’essere realtà. Tuttavia,
sono stati fatti notevoli progressi nell’equipaggiare i componenti
di automazione, quali attuatori elettrici o nodi Fieldbus, con
informazioni relative alla loro identità (codice prodotto, data
di fabbricazione, tempo di funzionamento, ecc.) e nel permettere
la comunicazione in un intero sistema in modo tale da renderlo
capace di risolvere problemi tecnici di base senza la necessità
di un intervento umano. Oggi un sistema di comando può,
ad esempio, essere dotato di intelligenza sufficiente per rilevare
la necessità di una sostituzione (dovuta, forse, a un possibile
guasto) grazie ad un sensore di colore e in seguito scaricare
i parametri di esercizio necessari, senza intervento o assistenza
da parte di un operatore. Ciò riduce i tempi di fermo e permette
all’operatore o all’ingegnere di avere tempo a disposizione per
lo svolgimento di altri incarichi con valore aggiunto.
Nel mondo dell’automazione, la comunicazione intelligente
e intuitiva uomo-macchina offre un potenziale nettamente
maggiore di quanto si creda. La capacità di risolvere quotidiane
esigenze di automazione è spesso limitata da una scarsa
comprensione delle capacità effettive proprie dell’equipaggia-
mento, piuttosto che dai limiti tecnici dello stesso. In questo
numero, alcuni interessanti articoli illustrano quanto può essere
realizzato. Scopra, a pagina 16, come Festo ha messo a punto
CogniGame, un concetto rivoluzionario nella comunicazione
uomo-macchina per il controllo diretto del macchinario solo
mediante il pensiero. L’articolo riporta un ulteriore esempio,
denominato ExoHand, che permette un controllo intuitivo
della macchina mediante teleoperazioni.
Se la possibilità di creare macchine intelligenti «consapevoli»
non è ancora a portata di mano, gli equipaggiamenti intelligen-
ti, capaci di gestirsi autonomamente, sono già realtà. È possibile
fare molto per risolvere sfide di automazione con sforzi minori
e che richiedono un know-how inferiore. In collaborazione con
i principali costruttori di macchine e istituti di ricerca europei,
Festo partecipa al progetto «Smart Factory», che si propone di
esplorare proprio questo potenziale: la capacità di informazione,
comunicazione e controllo che sta divenendo sempre più
facilmente disponibile in tutti i componenti industriali; questo
fenomeno viene definito “quarta rivoluzione industriale”
o semplicemente «Industry 4.0».
Buona lettura!
Giorgio Crepaldi,
Marketing Manager Festo SpA
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