Foto: Fraunhofer IML
Il robot pensante
Una volta eliminato il requisito della co-
scienza, le macchine in grado di eseguire
autonomamente i loro compiti possono
quindi essere definite intelligenti. Una
delle macchine più intelligenti è il robot
Hiro (Human Interactive Robot) svilup-
pato dal Tokyo Institute of Technology
sotto la guida del professor Osamu
Hasegawa. Basandosi sull’algoritmo
SOINN (Self-Organizing Incremental
Neural Network), questo robot riceve
istruzioni e registra i dati e le infor-
mazioni necessarie per eseguire le
istruzioni in un secondo momento.
Se Hiro non sa come procedere, si
informa. Il fattore decisivo è la capacità
del robot di registrare tutte le informa-
zioni nuove da usare in seguito per
poter fare deduzioni per nuovi problemi.
Il robot così continua a svilupparsi,
in modo da risolvere problemi per cui
in origine non era stato programmato.
Hasegawa spera che un giorno SOINN
possa anche trovare un impiego pratico,
ad esempio per controllare il sistema
semaforico. Tramite l’analisi dei
dispositivi pubblici di sorveglianza
e le segnalazioni degli incidenti, ad
esempio, si potrebbero ridurre le code.
Il box intelligente
Con inBin, il Fraunhofer IML e la cattedra
in Trasporti e Stoccaggio del politecnico
di Dortmund hanno sviluppato il primo
contenitore intelligente. inBin comunica
con uomini e macchine, decide autono-
mamente, controlla le condizioni
ambientali circostanti e regola i processi
logistici. Tramite cosiddette fotocellule
invertite, il contenitore intelligente
localizza la sua posizione e con la tecnica
dei sensori integrati rileva parametri
ambientali importanti, ad esempio la
temperatura esterna. inBin è quindi
in grado di decidere se si trova al posto
giusto in un sistema di magazzino
complesso con diverse zone climatiche.
Ciò che rende così particolare questo
contenitore intelligente è la capacità di
comunicare non solo con gli altri inBin
per ottimizzare il processo logistico, ma
anche di mettersi direttamente in con-
tatto con l’uomo. Così il contenitore
intelligente realizza un collegamento tra
l’uomo e l’Internet of things.
Internet of things
I futurologi prevedono che presto su
Internet ci saranno più macchine che
persone. Interi impianti riusciranno a
comunicare superando i loro limiti fisici.
Ciò dovrebbe essere possibile grazie
all’«Internet of things». Già nel 2012
è stato fatto un enorme passo avanti
in questa direzione. Senza che la maggior
parte di noi se ne accorgesse, i grandi
gruppi Web hanno adottato il protocollo
internet versione 6, aumentando così
Intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale (IA) si chiede
come sia possibile automatizzare
il comportamento intelligente.
Gli scienziati però stentano a definire
chiaramente il termine, visto che anche
per il concetto di «intelligenza» non
esiste una definizione univoca. In
ambito di ricerca e sviluppo, per IA
si intende una forma di intelligenza
con tratti umani. Ad esempio i com-
puter che trovano da soli le soluzioni
ai problemi. Il concetto di intelligenza
artificiale però in molti casi viene
esteso ad includere un’intelligenza
presunta e fittizia, come per i
videogiochi che emulano i modelli
di comportamento intelligente tramite
programmi semplici.
inBin:
il contenitore intelli-
gente in grado di guidare
e controllare l’intero
processo di prelievo.
2.2012
trends in automation
Impulsi
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