I
l drago in Cina è un essere potente ma buono. Porta in
cielo i desideri e le speranze degli uomini e riporta la
benedizione divina. Non ha nulla a che fare con i mostri
delle leggende occidentali. Il «drago rosso» è l’emblema
della natura di un paese che non potrebbe essere più diverso
da lui. Secondo gli antichi miti e leggende, in Cina vivevano
draghi di terra, d’aria e di acqua, dalle estremità occidentali
del Deserto dei Gobi passando dalle montagne dell’Himalaya
fino ai fiumi e alle coste orientali.
Spazio per la crescita
Già considerando le dimensioni del paese si può evincere la
sua potenza. Con 9,6 milioni di chilometri quadrati è grande
quasi come l’intera Europa (10,2 milioni di chilometri quadrati),
ma la popolazione cinese di 1,3 miliardi di persone supera
quella europea di circa 560 milioni. La densità di popolazione
varia enormemente tra città e campagna. Nell’altopiano al
nord della Cina, centinaia di milioni di persone si concentrano
in spazi strettissimi. Per contro, grandi parti del paese, come
le vaste montagne occidentali, la zona transhimalayana o il
deserto dei Gobi, sono quasi disabitate.
Consapevole di sé e visionaria
Dall’interazione politica del sistema di valori socialista e
un’economia di mercato di impronta neoliberale, da anni è nato
un dinamismo sorprendente. Le voci sempre più insistenti su
un previsto calo del tasso di crescita economica dall’attuale
media del 10% al 7,8% nel primo semestre del 2012 non
cambiano la situazione. Negli ultimi anni la Cina si è imposta
come uno dei più importanti mercati in crescita al mondo. La
forza motrice della crescita del drago rosso risiede nella sua
consapevolezza di sé, basata su circa 5.000 anni di cultura di
altissimo livello. La forza visionaria, e quindi anche l’autocon-
sapevolezza globale del paese risultano chiare: un esempio, è
la prima stazione spaziale presidiata della Cina prevista per
il 2020.
Foto: Svend Erik Hansen / gettyimages